Ho incontrato Esta

estaLa mia prima volta in Tanzania tra mille perplessità e mille domande. Tante le mie perplessità e tante le mie domande nell’affrontare questa esperienza: è giusto o meno aiutare questi bambini meno fortunati dei nostri? Grazie all’Associazione Pangea ho avuto la splendida opportunità di avventurarmi in questo “viaggio”. I miei interrogativi hanno trovato la risposta vivendo i 14 giorni al fianco di Elena e Claudio, di Emanuela e Lino: la loro grande dedizione, il loro costante impegno, con tanta semplicità e naturalezza. Naturalmente: “sì, ne vale la pena” “Fai il bene, diranno che lo fai per secondi fini egoistici, non importa, fa il bene” – Madre Teresa di Calcutta E poi, è proprio vero. “…Qualunque cosa tu desideri, sogni di fare, l’importante è incominciare a fare, a sognare; l’audacia ha in sé genio, potere e magia” (Goethe) A dir la verità non ero ancora pronta a conoscere Esta, la bambina di 11 anni da me adottata a distanza 4 anni fa. I miei dubbi erano soprattutto riguardo al modo in cui le sarei stata presentata, e alle parole che sarebbero state usate per dirle semplicemente che io e mio figlio Francesco desideriamo starle vicino durante il suo percorso di studi e di vita, incoraggiandola a realizzare il suo splendido sogno di diventare medico. La difficoltà di comunicare con le parole è stata in parte superata da sguardi e gesti. Tutte e due eravamo imbarazzate anche per il carattere di entrambe un po’ riservato e schivo, ma ho avuto la sensazione che ci comprendevamo attraverso il linguaggio della sensibilità e degli affetti. Penso e spero che sarebbe utile per entrambe mantenere vivo questo legame attraverso una minima corrispondenza epistolare, per darle maggior certezza del mio impegno e sostegno futuro.
Daniela